Sporterapia

Home | Sporterapia

La mia avventura con la sporterapia nasce durante gli anni dell’università.

Sportivo sin da piccolo ho sperimentato di persona quanto lo sport possa rappresentare uno strumento per il superamento delle difficoltà psicologiche e il potenziamento delle abilità fisiche e relazionali.

Il concetto di squadra e di attività agonistica sono stati per me da stimolo costante e da incentivo al superamento continuo dei miei limiti. Entusiasmato dagli scritti del prof. Ludwig Guttman che aveva codificato lo sport come mezzo terapeutico decisi di approfondire questo argomento e di dedicare alla sporterapia la mia tesi di laurea. Durante la stesura della tesi ho avuto modo di conoscere e lavorare con Luca Mazzone, un campione paralimpico. Tramite Luca ebbi modo di conoscere e di cominciare la mia collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico (CIP).

La sporterapia ė un tipo particolare di riabilitazione che sfrutta lo sport come elemento terapeutico. Nasce in Inghilterra nel 1944 da un’intuizione del prof. Ludwig Guttman, neurologo e neurochirurgo che utilizza per la prima volta nella storia lo sport come elemento terapeutico per riabilitare i reduci di guerra.

Egli introdusse l’attività sportiva inizialmente come “mezzo” per poter coinvolgere i giovani soldati paraplegici, tetraplegici, amputati nell’iter riabilitativo, in seguito si accorse che oltre al miglioramento psicologico, nei suoi pazienti, vi era un notevole incremento delle capacità muscolari, respiratorie e di gestione della carrozzina.

Sono passati settant’anni da quel lontano 1944 e la sporterapia è diventata una realtà così consistente da sfornare ogni anno migliaia di giovani talenti e atleti che dalla disabilità raggiungono le loro medaglie.

Tramite l’attività sportiva ciascun disabile acquisisce la consapevolezza delle proprie capacità ed una motivazione per raggiungere nuovi obiettivi, riacquista fiducia in se stesso, viene educato secondo una mentalità vincente e ritrova le motivazioni per superare il trauma e proseguire la propria vita.

Lo sport se pure a livello amatoriale, diventa il mezzo tramite il quale ciascun paziente riesce a superare le barriere che lo stato di malattia gli ha costruito intorno.