Riabilitazione Pediatrica

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Mi sono avvicinato per la prima volta alla riabilitazione pediatrica per puro caso.

Mi fu chiesto di seguire un bambino di due anni affetto da una Paralisi Cerebrale Infantile (P.C.I.), così cominciai ad interessarmi all’ambito pediatrico e di lì mi si aprì un intero mondo. Nel mondo del bambino il gioco ha la centralità ed ogni proposta terapeutica deve essere improntata su di esso.

Quella pediatrica è una riabilitazione molto complessa e delicata, che si rivolge a bambini con problematiche di origine sia ortopedica (paramorfismi, piede piatto, piede cavo, traumatismi) sia neurologica.

Elaborare un percorso per la riabilitazione di bambini con problematiche di ordine neurologico (come ad esempio le P.C.I.) richiede l’esperienza, l’abilità e la visione d’insieme di un team/equipe multidisciplinare che possa impostare un progetto riabilitativo disegnato tenendo conto delle necessità, dei bisogni e delle potenzialità di ciascun bambino.

Il bambino ha dalla sua parte una grandissima forza che invece l’adulto perde progressivamente con l’età: una spiccata plasticità del sistema nervoso.

La neuroplasticità è la capacità del SN di andare incontro a modificazioni strutturali e funzionali in risposta ad eventi fisiologici, stimoli ambientali ed eventi patologici. Il tessuto cerebrale e le connessioni neurali sono in continuo adattamento, dall’età infantile fino ad età molto avanzata, però durante il periodo iniziale di sviluppo, la plasticità è ai massimi livelli. Per questo dal punto di vista neuromotorio il bambino è il soggetto più idoneo e con più potenzialità a cui rivolgere un intervento riabilitativo.

La neuroplasticità è considerata la base anatomo-funzionale della riabilitazione neurologica: a tal proposito tutte le cure che se ne fanno fondamento hanno spettri di applicazione potenzialmente ampissimi.