Riabilitazione in acqua

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La mia passione per l’acqua e per gli sport acquatici (già nuotatore e pallanuotista) mi ha spinto a fare di uno sport che amo, il mio lavoro.

Ho frequentato il mio primo corso di Idrokinesiterapia, durante il secondo anno di Università. Vicino al Comitato Italiano Paralimpico (CIP) ho conosciuto disabili che hanno superato il loro handicap conseguendo traguardi sportivi impensabili; questa mia esperienza ha inciso particolarmente sulla mia formazione portandomi a elaborare una tesi di laurea sperimentale dal titolo “Dalla disabilità alla medaglia: Idrokinesi e sporterapia nella riabilitazione della disabilità fisica”. Successivamente mi sono specializzato in Idrokinesiterapia diventando poi socio dell’Associazione Nazionele Idrokinesiterapisti (ANIK).

La riabilitazione in acqua è una metodica riabilitativa che si propone di curare i disturbi del movimento sfruttando l’elemento “acqua”. Le proprietà fisiche dell’acqua sono ormai state riconosciute da lungo tempo come coadiuvanti e terapeutiche nel trattamento di patologie ortopediche e reumatiche, patologie neurologiche, patologie cardiocircolatorie e respiratorie, nonché nella preparazione al parto o nel recupero post-parto, oltre che nella fase che precede e segue le operazioni di chirurgia generale o specialistica (es. mastectomie).

Una corretta temperatura dell’acqua (tra 28°C e 32°C) svolge un ruolo positivo su tutto il corpo umano a livello muscolare, articolare e nervoso. Comporta un’azione miorilassante assieme ad una vasodilatazione periferica, determinando la velocizzazione degli scambi metabolici e gassosi, la diminuzione del tono muscolare e la riduzione della sensibilità algica periferica grazie ad un innalzamento della soglia del dolore, legata al miglioramento del trofismo tissutale.

Tra le principali patologie ortopediche trattabili possiamo indicare: artroprotesi, ricostruzioni legamentose, meniscectomie, scoliosi, ernie discali, fratture ossee, distorsioni e lussazioni, lesioni muscolo-tendinee, artrosi, osteoporosi, affezioni reumatiche. Tra quelle neurologiche, invece, hanno una spiccata indicazione terapeutica patologie quali emiplegia, sindromi cerebellari, paraplegia/paresi, tetraplegia/paresi, trauma cranico, poliomelite, sclerosi multipla e patologie demielinizzanti, SLA, paralisi cerebrali infantili (PCI).