Le cicatrici e le aderenze derivanti dalla chirurgia addominale

iceberg

La pelle, con la sua superficie 1,8 m2, è uno dei più grandi organi del corpo umano ed è sicuramente il più esposto all’ambiente; come tale ha diverse funzioni e connessioni con il sistema nervoso centrale e periferico .

Quando l’integrità della pelle è alterata, o quando i sui processi di guarigione sono disturbati, essa diventa una fonte di sintomi che non sono semplicemente cutanei.
Infatti un’alterazione fisiologica in qualsiasi parte del corpo determinerà conseguenze su tutta l’area coperta dallo stesso foglio connettivo (fascia): il sintomo potrà sorgere nella zona interessata dalla lesione o, al contrario, in un’area distante se tale area non è in grado di adattarsi al nuovo elemento di stress. [1]

Uno scenario clinico di particolare interesse riguarda i problemi che possono sorgere dalle aderenze e dalle cicatrici derivanti dalla chirurgia addominale (appendicectomia, parto cesareo, ernia inguinale, ernia crurale ecc.)

I sintomi derivanti dalle cicatrici addominali possono essere: meteorismo, movimenti intestinali irregolari, dolore addominale cronico, disturbi digestivi e ostruzione intestinale. [2] Inoltre a causa di connessioni addominali fasciali con lo sterno ed il pube si potranno verificare problemi posturali, mal di schiena e disfunzioni nel camminare.

La guaina del muscolo retto addominale ha un collegamento diretto con i muscoli gracile e adduttore lungo attraverso connessioni fasciali; questo collegamento fasciale è importante per distribuire il carico del passo tra il tronco e gli arti inferiori. [3] Nel corso del tempo, un’alterazione dei carichi può portare a pubalgia e finanche al mal di schiena.
La cicatrice risultante da un taglio cesareo può portare a infertilità, menorragia, dolori al basso ventre, dispareunia e dismenorrea, endometriosi e dolore pelvico. [4, 5, 6]
Un bacino che non è fisiologicamente mobile comporterà disfunzioni del diaframma respiratorio, dello stretto toracico, del pavimento buccale e delle membrane di tensione reciproca. [1] Pertanto, un problema viscerale può alterare la struttura.

Vale la pena ricordare che c’è una convergenza di informazioni viscero-somatiche nel midollo spinale. [7, 8] Una cicatrice addominale infatti può alterare la funzionalità del plesso mesenterico inferiore, determinando sintomi correlati al sistema nervoso simpatico e alle sfere viscerali e somatiche correlate (T11 – L2), come gli studi su cadavere hanno comprovato. [9]
Pertanto aderenze viscerali possono influenzare il sistema nervoso simpatico con varie sintomatologie come ad esempio la rigidità vertebrale corrispondente al livello metamerico d’innervazione. [10]

La regola generale è di controllare le cicatrici, anche quando sembrano essere normali. La ricerca ha già dimostrato che anche se una cicatrice sembra essere ipotonica al tatto la sua attività elettrica è maggiore in un paziente a cui è stato ordinato di muoversi attivamente rispetto all’attività elettrica registrata nello stesso paziente in una zona di cute integra. [11] Ciò vale per ogni parte del corpo.

La medicina osteopatica tiene in profonda considerazione le cicatrici e ritiene esse giochino un ruolo fondamentale nella comparsa di svariate problematiche viscerali, somatiche e posturali; così, utilizzando specifiche manipolazioni e trattamenti osteopatici, l’osteopata riesce a ridurre o addirittura eliminare le complicanze associate alle cicatrici.

Dott. Vincenzo Lorusso

Tratto da “Skin, fascias, and scars: symptoms and systemic connections.” di Bordoni B. e Zanier E.

Fonti bibliografiche

  1. Bordoni B, Zanier E. Anatomic connections of the diaphragm: influence of respiration on the body system. J Multidiscip Healthc. 2013;6:281–291. [PMC free article] [PubMed]
  2. Brüggmann D, Tchartchian G, Wallwiener M, Münstedt K, Tinneberg HR, Hackethal A. Intra-abdominal adhesions: definition, origin, significance in surgical practice, and treatment options. Dtsch Arztebl Int. 2010;107(44):769–775. [PMC free article] [PubMed]
  3. Norton-Old KJ, Schache AG, Barker PJ, Clark RA, Harrison SM, Briggs CA. Anatomical and mechanical relationship between the proximal attachment of adductor longus and the distal rectus sheath. Clin Anat. 2013;26(4):522–530. [PubMed]
  4. Morris H. Surgical pathology of the lower uterine segment caesarean section scar: is the scar a source of clinical symptoms? Int J Gynecol Pathol. 1995;14(1):16–20. [PubMed]
  5. Marsden NJ, Wilson-Jones N. Scar endometriosis: a rare skin lesion presenting to the plastic surgeon. J Plast Reconstr Aesthet Surg. 2013;66(4):e111–e113. [PubMed]
  6. Biswas BK, Gupta N, Magon N. Incisional endometriosis: A rare cause for a painful scar – A report and commentary. Niger Med J. 2012;53(4):257–259. [PMC free article][PubMed]
  7. Miranda A, Peles S, Rudolph C, Shaker R, Sengupta JN. Altered visceral sensation in response to somatic pain in the rat. Gastroenterology. 2004;126(4):1082–1089. [PubMed]
  8. King HH, Janig W, Patterson MM. The Science and Clinical Application of Manual Therapy. London: Churchill Livingstone Elsevier; 2011.
  9. Johnson IP. Colorectal and uterine movement and tension of the inferior hypogastric plexus in cadavers. Chiropr Man Therap. 2012;20(1):13. [PMC free article] [PubMed]
  10. McSweeney TP, Thomson OP, Johnston R. The immediate effects of sigmoid colon manipulation on pressure pain thresholds in the lumbar spine. J Bodyw Mov Ther.2012;16(4):416–423. [PubMed]
  11. Valouchová P, Lewit K. Surface electromyography of abdominal and back muscles in patients with active scars. J Bodyw Mov Ther. 2009;13(3):262–267. [PubMed]

Pubblicato in: Blog Osteopatia il 27-03-2014